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| per l'iscrizione e la cancellazione dalla mailing list --> area riservata | | | Il Patto | venerdì 3 settembre 2010 Appello per l'uninominale: Barbera, Parisi e Segni scrivono ad Ichino | | | Caro amico, assieme ad Augusto Barbera ed Arturo Parisi, ho mandato ad Ichino una lettera sulla questione della riforma elettorale che il Corriere della Sera di oggi riporta ampiamente. Te ne mando copia integrale. Cosa ti sembra? Hai qualche osservazione o suggerimento? Sarò lieto di sentirli. Scrivimi a: msegni@tin.it Grazie Mario Segni
Caro direttore, ci consenta innanzitutto di manifestarle il nostro apprezzamento per il sostegno convinto del suo giornale a favore della iniziativa promossa dai radicali attraverso il manifesto Ichino per il collegio uninominale. Pur non avendo sottoscritto il manifesto, il nostro impegno – ahinoi – pluridecennale per la riforma delle istituzioni ci induce ad appoggiare ogni iniziativa che persegua questo obiettivo. Puntare al maggioritario di collegio è sacrosanto. Ma se la battaglia rimane generica, e non indica gli strumenti e le modalità per raggiungere il risultato, non basta, anzi rischia di essere addirittura controproducente rispetto alla esigenza di mobilitare i cittadini per una riforma della legge elettorale. La genericità può portare velocemente a dissidi e divergenze, e i cittadini, già stanchi di battaglie ventennali non ancora concluse, non resisterebbero allo spettacolo di promotori che si scontrano e si dividono. Per questo, pur condividendo l’obiettivo del comitato, suggeriamo che esso passi rapidamente alla formulazione di una proposta precisa e alla enunciazione di una strategia , dichia... continua
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| | | mercoledì 7 luglio 2010 Ha ragione Tremonti e lo dico da uomo del Sud nell’interesse del Sud. | | | So di dire una cosa impopolare ma la dico a voce alta: ha ragione Tremonti nella disputa con i governatori del Sud (ma anche del nord visto che chi capeggia la rivolta è Formigoni). E lo dico da uomo del Sud, nell’interesse del Sud. E’assurdo che le regioni pretendano di tirarsi fuori da un sacrificio collettivo che tutti dobbiamo affrontare se non vogliamo colare a picco. Non è forse vero che le regioni sono il soggetto istituzionale che più di ogni altro ha fatto un uso disinvolto e clientelare del denaro pubblico? Non è forse vero che i costi più scandalosi della politica sono legati alla politica regionale? Ma venendo al mezzogiorno, il problema principale è proprio quello di mantenere immutato il flusso di danaro pubblico che va al Sud? No, il problema principale è un altro, e bisogna cominciare a dirlo apertamente, a gridarlo a gran voce, perché sinora pochi l’hanno detto. Il problema numero uno è la qualità della spesa pubblica, e più in generale della amministrazione. Lo sfascio del sud ha come prima causa la disastrosa amministrazione che è stata condotta negli enti locali meridionali; con le dovute eccezioni, ma con un quadro complessivo da incubo. Non è forse vero che il nostro Sud è l’unica regione europea a cui l’Europa ha destinato enormi aiuti pubblici senza che questo (a differenza di quanto è avvenuto in Spagna, in Portogallo, in Irlanda) abbia prodotto un cambiamento nel livello di reddito e nella situazione sociale ed economica? E non è fo... continua
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